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Cessione del credito

Disponibile il nuovo modello per comuncazione delle opzioni di cessione del credito e sconto in fattura all’Agenzia delle Entrate. Il nuovo modello, accompagnato dalle relative istruzioni per la compilazione e dalle specifiche tecniche, recepisce le novità introdotte dal decreto anti-frodi per le detrazioni che riguardano il superbonus 110 e gli altri bonus edilizi. Inoltre l’Agenzia ha comunicato la riapertura del canale per comunicare l’opzione, che era stato chiuso di forma temporanea. L’articolo 1, comma 1, lettera b del decreto anti-frodi, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, estende a tutti i bonus edilizi, e non solo al superbonus 110, l’obbligo di richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta in caso di opzione per lo sconto in fattura e la cessione del credito. Il visto di conformità, prima previsto solo per il superbonus 110, adesso è stato esteso anche a recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, sismabonus, bonus facciate, installazione di impianti fotovoltaici, installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

PDF icon nuovomodellocomunicazione.pdf

Comunicazione cessione credito Agenzia Entrate istruzioni

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato anche le istruzioni per la compilazione del modello di comunicazione dell’opzione di cessione del credito e sconto in fattura.

PDF icon istruzionecessionedelcredito.pdf

Riapertura canale comunicazione opzione cessione credito e sconto in fattura

In data 15 novembre, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato la riapertura del canale per la trasmissione delle comunicazioni delle opzioni di cessione o sconto in fattura relative ai bonus edilizi. La temporanea chiusura si è resa necessaria per adeguare la piattaforma informatica alle modifiche introdotte dal decreto legge n. 157/2021 (pubblicato nella G.U. n. 269 dell’11 novembre 2021).

BONUS CASA UNDER 36

Bonus casa Under 36

Prorogato il bonus prima casa per i giovani under 36: la bozza della prossima Legge di Bilancio contiene infatti un rafforzamento delle agevolazioni previste dal Decreto Sostegni Bis. Tuttavia, nemmeno in questo caso, si parlerà di possibilità di mutui al 100 per cento. Secondo la bozza del documento, in attesa di esame da parte delle Commissioni e del successivo voto in Parlamento, la garanzia statale coprirà fino all’80% del valore degli immobili.

Mutuo prima casa per i giovani, le novità del 2022

La nuova garanzia statale prolunga le agevolazioni in atto da giugno fino a tutto il 2022, oltre a sgravare gli oneri fiscali collegati all’acquisto della prima casa. Le misure vanno sotto la voce, contenuta nel Dpb, “nuove risorse” per “garanzie ed esenzioni di imposta per facilitare l’acquisto della prima casa” e l’articolo 37 della bozza del disegno di legge di Bilancio, che dispone la proroga delle misure, dà notizia anche del rifinanziamento del Fondo di Garanzia con ulteriori 242 milioni di euro per il 2022.

Il Decreto Sostegni Bis prevede, oltre ai vantaggi fiscali, l’estensione del già esistente Fondo di Garanzia Consap dal 50 per cento all’80 per cento in caso di giovani under 36 con Isee al di sotto dei 40 mila euro. Le risorse stanziate con il decreto sono state di 290 milioni, sommate ai 137 milioni già in dotazione al Fondo, a cui si aggiungeranno quindi i 242 milioni previsti dalla bozza di legge di Bilancio per rafforzare le misure in essere.

PDF icon bozza_legge_di_bilancio.pdf

Mutui casa

Mutui prima casa: trova il mutuo per la prima casa migliore
Scopri i mutui acquisto prima casa più convenienti del 16 novembre 2021

Hai deciso di comprare casa e sei alla ricerca di un mutuo per finanziare l’acquisto? Richiedi un mutuo prima casa, specificamente rivolto a chi non è ancora proprietario di un’abitazione. Con i mutui prima casa le banche possono offrire fino all’80% del valore dell’immobile, più raramente alcune finanziano fino al 100% dell’importo ma a fronte di garanzie e interessi maggiori. Trova le migliori offerte di mutuo per l’acquisto della prima casa a:

  • tasso fisso
  • tasso variabile
  • tasso con cap
  • tasso misto

Il mutuo prima casa a tasso fisso è l’opzione più sicura: il tasso è stabilito alla stipula del contratto e, sebbene le rate siano inizialmente più alte rispetto a quelle di un variabile, non cambiano nel tempo, per cui il rischio finanziario è minore. Con il tasso fisso l’importo della rata è definito al momento della sottoscrizione del mutuo, cosa che non avviene con il mutuo prima casa a tasso variabile, grazie al quale c’è un risparmio immediato rispetto al fisso, ma che espone alle fluttuazioni dei tassi.

Agevolazioni affitti

La manovra 2022 prorogherà fino al 31 dicembre 2022 le agevolazioni all’acquisto della prima casa per i giovani sotto i 36 anni e per i nuclei familiari monogenitoriali con figli minori. Secondo quanto si legge nella bozza di legge di bilancio, il Fondo di garanzia per la prima casa – che concede garanzie su mutui ipotecari al 50% della quota capitale – verrà rifinanziato con ulteriori 242 milioni di euro per l’anno 2022.Arriva inoltre un bonus affitti, ovvero uno sconto per i giovani tra i 20 e i 31 anni che escono di casa e hanno un loro reddito. Come previsto dall’articolo 38, la manovra introduce una detrazione del 20% fino a 2.400 euro per chi ha reddito entro i 15.493,71 euro. Lo sconto vale sia se si affitta un intero appartamento sia se si prende in locazione una stanza.

Bonus affitti ai giovani
età compresa fra i 20 e i 31 anni non compiuti
reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro
contratto di locazione per abitazione principale diversa dall’abitazione principale dei genitori
contributo per i primi quattro anni
detrazione dall’imposta lorda pari al 20 per cento del canone di locazione
limite massimo di euro 2.400 di detrazione.

Agevolazioni prima casa

Agevolazioni prima casa

Agevolazioni acquisto prima casa cos’è

L’agevolazione per l’acquisto della “prima casa” consente di pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto di un’abitazione in presenza di determinate condizioni.

Chi acquista da un privato (o da un’azienda che vende in esenzione Iva) deve versare un’imposta di registro del 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell’immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro.

Se invece il venditore è un’impresa con vendita soggetta a Iva, l’acquirente dovrà versare l’imposta sul valore aggiunto, calcolata sul prezzo della cessione, pari al 4% anziché al 10%. In questo caso le imposte di registro, catastale e ipotecaria si pagano nella misura fissa di 200 euro ciascuna.

Mercato immobiliare

Mercato immobiliare Napoli

Nel 2021 si è ormai confermato un trend che interessa Napoli da diversi anni: quello che vede i prezzi degli immobili calare sempre di più. Questo a vantaggio dei potenziali acquirenti, ma sicuramente non di coloro che cercano da diverso tempo di vendere il proprio appartamento.

Non è dunque un caso se dalle ultime statistiche emerge che sia proprio Napoli la città con la maggior richiesta di nuove case. I prezzi attuali sono estremamente vantaggiosi, dunque chi può sta cercando di approfittarne prima che il mercato immobiliare si riprenda.

Nel contempo però si mantiene elevato anche l’interesse nei confronti degli appartamenti in affitto.

Ancora in discesa i prezzi delle case in vendita a Napoli

A luglio 2021 il prezzo medio degli immobili in vendita a Napoli è stato di quasi 2.700 euro al metro quadro, registrando un calo del 3,30% rispetto allo stesso mese del 2020. Quello attuale è dunque un ottimo periodo per coloro che sono in cerca di una nuova casa, perché hanno la possibilità di concludere dei veri e propri affari. Se andiamo a confrontare i dati attuali con quelli di 10 anni fa, possiamo notare come il prezzo medio degli immobili a Napoli sia praticamente dimezzato.

Situazione senz’altro vantaggiosa per chi aveva intenzione d’investire nel mattone, ma molto meno per coloro che cercavano da tempo di vendere la propria casa e che adesso si vedono costretti, nella maggior parte dei casi, a scendere a compromessi.

In calo anche i prezzi degli immobili in affitto

Buone notizie anche per i napoletani che stanno cercando un appartamento in affitto. I canoni di locazione sono scesi nell’ultimo anno attestandosi a luglio 2021 sui 12,10 euro per metro quadro.

Bisogna però considerare che da inizio pandemia sono cambiati gli standard richiesti dai potenziali affittuari, che adesso sono più attenti a caratteristiche prima valutate solo di rado. È il caso degli spazi esterni, per cui una casa con terrazzo in affitto a Napoli è considerata decisamente più appetibile di un appartamento privo di balcone o giardino.

Sono cambiate anche le esigenze di spazio, a Napoli così come nel resto d’Italia. Non a caso sempre più persone cercano case di ampia metratura o almeno dotate di una stanza aggiuntiva. Durante il primo lockdown, d’altronde, in tantissimi si sono resi conto di avere necessità differenti e con la diffusione dello smart working queste si sono accentuate ulteriormente.

Andamento del mercato differente in base alla zona

A vedere nel dettaglio l’andamento del mercato immobiliare, possiamo notare come in realtà esistano ancora grandi differenze tra le varie zone della provincia. Se dunque in linea generale i prezzi sono in calo ovunque, in alcune aree vi è senz’altro una maggior appetibilità a livello sia di appartamenti in vendita che in affitto.
Quel che è certo, in tutti i casi, è che questo è un momento perfetto per chi intende investire nel mattone a Napoli così come per chi è alla ricerca di un immobile in locazione.

Bonus 110

A chi sono dedicati

Piccole, Medie e Grandi imprese italiane operanti principalmente nel settore costruzioni, energia e affini.

Come funzionano

Supportiamo gli investimenti delle imprese per sostenere le esigenze finanziarie funzionali all’avvio degli interventi di ristrutturazione edilizia e di efficientamento energetico ammissibili ai benefici fiscali, e per ottenere liquidità in tempi più rapidi rispetto a quelli previsti dalla normativa smobilizzando i crediti d’imposta maturati, sulla base delle misure definite dagli artt. 119 e 121 del DL Rilancio (n.34 del 2020).

Le risorse sono disponibili grazie a:

  • Anticipo di liquidità: Concediamo alla tua impresa media o grande finanziamenti diretti di breve termine con durata massima di 18 mesi per supportare i tuoi fabbisogni finanziari. La linea di credito è dimensionata in funzione dei contratti acquisiti e del merito creditizio della tua impresa ed è rimborsabile anche con la cessione dei crediti di imposta.
  • Cessione del Credito di Imposta: Supportiamo la tua impresa di ogni dimensione acquistando i crediti di imposta, beneficiando della capienza fiscale di CDP, maturati sugli interventi di ristrutturazione edilizia e di efficientamento energetico mediante un portale dedicato e con il supporto legale, fiscale e tecnico di Advisor tecnici

Per garantire una copertura capillare e favorire l’accesso al prodotto, CDP si avvarrà della collaborazione di partner finanziari distribuiti sul territorio, tra i quali Banche e Confidi Vigilati ex art. 106 TUB, incaricati di promuovere il prodotto CDP e supportare le imprese nelle richieste di cessione crediti di imposta a CDP.
Consulta la lista degli intermediari accreditati.

Immobiliare ai tempi del Covid

Mercato Immobiliare ai tempi del COVID

I trend del mercato. L’arrivo del Covid ha determinato, nei primi sei mesi del 2020, una contrazione delle compravendite, che sono calate del 21,8% rispetto allo stesso periodo del 2019. Secondo l’analisi di Tecnocasa, subito dopo la riapertura però si è manifestata una forte voglia di acquistare casa, spinta anche dalla permanenza forzata nelle pareti domestiche. Parallelamente anche i bisogni si sono evoluti e si è evidenziata una maggiore richiesta di spazi esterni, giardini e terrazzi. Un trend, questo, che sarebbe confermato dal fatto che sono aumentati gli acquisti della prima casa da parte di chi risiede in una metropoli sia nell’hinterland della metropoli stessa sia in altre province della stessa regione e non. L’emergenza sanitaria ha quindi spinto più persone rispetto al solito a cercare la propria abitazione principale fuori dai confini cittadini.

A Milano la percentuale di persone che hanno comprato nell’hinterland e in altre province è salita al 44,6% del totale, mentre nel terzo trimestre del 2019 si fermava al 38,2%. Il fenomeno è ancora più evidente a Roma, dove si passa dal 14,2% all’attuale 32,6% di acquisti nell’hinterland e in altre province; anche a Torino aumentano le compravendite fuori città: nel terzo trimestre del 2020 infatti raggiungono il 36% contro il 27,8% dell’anno precedente. Non per nulla si è rilevata una buona tenuta dei valori in alcune periferie delle metropoli tra cui Milano: i prezzi più contenuti hanno consentito l’acquisto di metrature più ampie.

Inoltre, nel secondo e nel terzo trimestre del 2020 c’è stato un aumento della percentuale di compravendite di soluzioni indipendenti e semi-indipendenti. In questo periodo è emersa una maggiore volontà di comprare abitazioni più ampie e dotate di spazi esterni: nel post lockdown le compravendite di queste tipologie sono nettamente cresciute passando da una media del 18-19% all’attuale 22-23%, complice anche il flusso di acquirenti in uscita dalle grandi città.

Per quanto riguarda i prezzi delle compravendite, gli effetti della pandemia hanno iniziato a farsi sentire: nel primo semestre del 2020 le quotazioni immobiliari nelle grandi città sono diminuite dell’1%. In tutte le grandi città si registrano prezzi in ribasso a eccezione di Milano e Verona che segnano un incremento rispettivamente del 2 e dello 0,4%. La città che ha visto la contrazione dei prezzi più importante è stata Genova con un -4,4%. Inoltre, le aree semicentrali hanno evidenziato un risultato migliore, mentre sono peggiorate le periferie e le aree centrali. I capoluoghi di provincia hanno visto un ribasso dei prezzi dell’1,4%; invece, regge meglio l’hinterland delle grandi città segnando un -0,2%.

L’analisi per aree geografiche mostra una riduzione dei prezzi per le località del Nord (-0,9%), seguite da quelle del Sud Italia (-1,3%) e del Centro Italia (-2,2%).

L’emergenza sanitaria ha segnato in modo importante anche il mercato delle locazioni che nei primi nove mesi del 2020 ha avuto un calo della percentuale dei contratti stipulati da lavoratori trasfertisti e da studenti universitari. I lavoratori fuori sede passano dal 25,9% del 2019 all’attuale 23,3%, gli studenti dal 6% al 4,4%. Un forte impatto sui numeri è dovuto al periodo di lockdown, allo smartworking e alla chiusura degli atenei, fenomeni tutt’ora presenti e in evoluzione.

I mutui. Considerando le tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui, secondo la Bussola Mutui, il bollettino trimestrale di Crif (specializzata nello sviluppo e nella gestione di sistemi di informazioni creditizie) e MutuiSupermarket.it (attiva nella distribuzione di prodotti di credito alle famiglie), nel primo semestre dell’anno il valore aggregato delle nuove erogazioni registra una crescita del 10% rispetto al medesimo periodo del 2019. Uno dei fattori che in questa delicata fase ha sostenuto maggiormente la domanda e le erogazioni di nuovi mutui è sicuramente il livello degli indici Irs (acronimo di Interest rate swap, il valore di riferimento del tasso di interessi applicato a un mutuo a tasso fisso) che da mesi restano a valori prossimi allo zero, in alcune occasioni scendendo addirittura in terreno negativo.

Questa situazione ha continuato a sostenere la richiesta di nuovi mutui a tasso fisso che nei primi tre trimestri del 2020 hanno rappresentato circa il 90% delle preferenze espresse dai richiedenti sul canale internet, confermando definitivamente una vera e propria polarizzazione della domanda verso i mutui a tasso fisso.

Andando ad analizzare la domanda a livello di finalità, emerge come la ripresa post lockdown, quanto meno sul canale online, sia stata trainata non solo dalle richieste di mutuo con finalità di surroga, che sul canale hanno rappresentato nel terzo trimestre circa il 46% del totale, ma anche dalle nuove richieste di mutuo con finalità di acquisto, il cui peso risulta in costante crescita dall’inizio del 2020 e raggiunge il 46% del totale delle richieste raccolte nel terzo trimestre.

Un settore sempre più hi-tech. Data la necessità di limitare i contatti e gli spostamenti, il mondo immobiliare sta sviluppando diversi strumenti per poter compiere varie operazioni da remoto, per esempio per le visite, in modo che sia possibile fare un tour virtuale preliminare della casa e poi decidere se si è interessati a visitarla di persona.

È il caso dell’agenzia immobiliare online Homepal, che ha lanciato la video visita per permettere ai clienti di effettuare le visite degli appartamenti anche da remoto, grazie a uno strumento di video conference. Dopo aver richiesto l’appuntamento sul portale e aver ricevuto la relativa conferma, il cliente può richiedere di fare la video visita e, con l’assistenza da remoto di un agente, il proprietario illustra l’immobile al potenziale acquirente utilizzando il proprio smartphone, fornendo informazioni utili per una prima valutazione.

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